Da ieri sera buona parte del paese è in festa. Una festa spontanea, come quella che ci fu a Piazzale Loreto sessanta anni fa. Come allora era impossibile trovare fascisti – cosa che fece esclamare a Winston Churcill: “Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti.” – oggi è altresì difficile trovare berlusconiani.

Ma è presto per cantare vittoria. Chi pensa che Berlusconi sia fuori scena, pecca di ingenuità. Lo sottovaluta, come sempre.

Il caimano sparirà per qualche mese, lasciando che il nuovo governo – probabilmente presieduto da Mario Monti – si occupi di rimettere in sesto le finanze del paese. Lo ostacolerà in ogni modo, perché un semi-fallimento dei tecnici è utile alla sua causa. Tra qualche mese, esaurita la pazienza e il credito dato all’Italia dall’Unione Europea e dai mercati, riapparirà. E saranno dolori.

Accuserà le sinistre illiberali, comuniste e incapaci di aver ordito contro di lui un complotto di palazzo, assieme ai traditori fascisti, teso a sovvertire la volontà degli italiani espressa durante le elezioni, dal momento che sono stati incapaci di batterlo in tutti questi anni. Mostrerà, con espressione epica, che la crisi è globale, che tocca tutti i paesi e non che non era colpa sua o del suo governo che tanto aveva fatto per gli italiani, soprattutto quelli che hanno il cognome che termina in “erlusconi”. Chiederà le elezioni anticipate. E le vincerà. Sarà nuovamente presidente del consiglio, ma per poco. Giusto il tempo di lasciare l’incarico ad Angelino Alfano e andarsene al Quirinale.

Come evitare tutto questo? Il PD deve liberarsi dei dalemismi e dare prova di coraggio. Ripeta che il governo Monti sia ultra-temporaneo, che disbrighi gli impegni più urgenti nel minor tempo possibile e poi lasci per permettere agli italiani di votare in primavera. Organizzi le primarie per decidere il candidato Premier e le primarie di lista, sia che resti questa legge elettorale, sia che si torni al Mattarellum. Annunci che chi ha condanne passate in giudicato e rinvii a giudizio, non sarà candidato. Annunci che chi ha partecipato a tre legislature non sarà ricandidato, senza eccezioni. Affronti con spavalderia gli elettori, senza mendicare alleanze con il genero di Caltagirone e i suoi sodali.

L’alternativa è il ritorno di B.