Riflessione sulle europee a qualche giorno dallo scrutino.

La prima cosa che salta agli occhi è che a nessuno fregava niente dell’Europa. La campagna elettorale è stata condotta su temi interni, da parte di candidati che di cosa accade a Bruxelles sanno poco o niente e che la capitale belga la vedranno solo quando dovranno riscuotere il lauto stipendio. Ma in questo siamo in triste compagnia: i nostri vicini hanno fatto lo stesso.

Come scritto da quasi tutti i commentatori, i veri vincitori sono Di Pietro e la Lega. Il livello di astensione ha colpito tutti e non dovrebbe essere sottovalutato.

Gli elettori di centro-destra hanno preferito dare fiducia alla Lega, vista come un partito più attento agli interessi dei cittadini – non entro nel merito delle loro posizioni – rispetto a un Presidente del Consiglio che sembra più impegnato a passare il suo tempo incontrando belle ragazze poco vestite, sposandone anche qualcuna “per finta” nella sua villa sarda.

Nel centro-sinistra la situazione non è delle migliori. La cresicta dell’IdV è, ancora una volta, un chiaro messaggio al PD: chi non ama Berlusconi, non ne può più del decadimento legale e morale del paese, chiede una opposizione ferma e una alternativa credibile. Di Pietro non ha compiuto alcun miracolo: è bastato fare opposizione, concedendosi anche qualche caduta populistica come le candidature di De Magistris e di Maruska Piredda.

La sinistra non ha ancora capito perché è fuori dal Parlamento italiano, prova ne è come si sono presentati alle europee. Poco male, certa gente è meglio stia lontano dai luoghi dove si prendono decisioni. Speriamo decidano di trovarsi un lavoro presto.