Enrico Letta, nipote del più potente Gianni, presenterà nei prossimi giorni il suo nuovo libro – edito da Mondadori, quando si dice l’ironia – di riflessioni politiche. Un passo pubblicato sul sito del Corriere mi ha fatto riflettere:

L’elettorato non è bipolare, ma tripo­lare: diviso non tra destra e sinistra ma tra progressisti, moderati e popu­listi. Si tratta di unire progressisti e moderati, in un patto che non potrà includere né la Lega da una parte, né Di Pietro e i comunisti dall’altra. Dob­biamo costruire un nuovo Centro-si­nistra: con la C di Centro maiuscola.

Per prima cosa, contesto la classificazione dell’elettorato. E’ indubbio che esista un’anima riformista e una moderata, ma qui si dimentica la parte “conservatrice” mescolandola con il populismo che attualmente è incarnato dal solo Berlusconi. Ma ciò che preoccupa è il voler ricreare la vecchia Democrazia Cristiana, il partito balena che al suo interno ospitava di tutto. Qualcuno avverta il buon Letta jr che la Prima Repubblica non c’è più. Qualcuno gli faccia notare che non c’è più la cosidetta democrazia bloccata nella quale la DC doveva vincere per forza le elezioni e questo bastava a tenere unito un partito politico così vasto e contraddittorio al suo interno. Qualcuno avverta il PD che se vuole avere speranza di vincere le elezioni deve presentarsi come forza omogenea, avendo il coraggio di tenere fuori non solo i comunisti duri e puri, ma anche quelli che la notte vanno a dormire con il cilicio al posto del pigiama.

Ma se a questi dobbiamo affidare le sorti dei progressisti in Italia, Berlusconi continuerà a stravincere senza alcuna difficoltà.