Il 25 Aprile – giorno della Liberazione di tutti gli italiani dalla dittatura Nazi-Fascista – si è svolta a Torino, ma anche in altre piazze, il V-Day2 organizzato da Beppe Grillo. Non starò qui a parlarne – se volete approfondire, sapete dove andare – volendo solamente soffermarmi sull’intervento di Marco Travaglio.

Due cose sono, a mio parere, da sottolineare. Il primo circa la necessità di riformare il sistema dell’editoria nel nostro paese. Sono più di venti anni che la Federazione della Stampa chiede invano vengano messi dei tetti alla pubblicità in televisione. E’ più che evidente che la fuga di inserzioni a pagamento verso la tv ha provocato uno squilibrio nel mondo dell’informazione. E’ facile immaginare chi sia uno dei più fieri oppositori a che questo avvenga. Così si è pensato di finanziare pubblicamente i giornali.

Secondo parte da sottolineare è sul come vengono costruiti giornali e telegiornali, su come viene creata l’agenda-setting. Le notizie nel nostro paese vengono date a seconda della convenienza del potente di turno o per preparare il terreno agli argomenti elettorali del gruppo politico più affine.

I britannici sanno che possono ritenere la BBC un punto di riferimento imparziale, noi non siamo ugualmente fortunati.

Travaglio ha illustrato tutto questo in maniera semplice e diretta.