Sento spesso ripetere la frase riportata nel titolo e confesso che faccio fatica a trovare le basi fattuali che la sostengono.

Ieri pomeriggio alla conferenza stampa di Berlusconi al G8 si è avuta l’ennesima riprova di cosa sono gli italiani. E non tanto per la ritrosia del Presidente del Consiglio a rispondere a domande che non gli sono gradite, ma per gli scroscianti applausi e le grida di incitazione (”bravo, bravo!”) arrivate dopo l’ennesimo insulto a un giornalista colpevole di fare il proprio lavoro e di avergli posto una domanda nemmeno troppo imbarazzante. Questi sono gli italiani e sono degnamente rappresentati da Berlusconi. Fatevene una ragione!

Notizia vecchia fa buon brodo. Stavo cercando i dati di ascolto delle radio italiane su audiradio, perché mi piace ogni tanto tenermi aggiornato su quale network sia il più ascoltato dalle masse italiche. Nel secondo bimestre sembra averla spuntata, per poche decine di orecchioni, Radio Deejay sopra RTL 102,5. Prima incontrastata resta sempre RADIOUNO.

Ma non è di questo che volevo scrivere. Spulciando ho trovato una dichiarazione di Linus, direttore artistico di Radio Deejay, riguardo la canzone vincitrice dell’ultimo Sanremo. Riporto: “La forza mia (titolo del pezzo cantato dall’amico di Mariah) non sarà trasmessa nel mio programma per protesta. La canzone è di scarsa qualità, banale, se non addirittura copiata da ‘Gancio in mezzo al cielo’ di Baglioni“. Non ho mai avuto la sfortuna di ascoltare il pezzo di Biglioni, ma se il Carta lo ha copiato… bella m.

Il PresDelCons parla della escort (traduzione per chi non sa cosa significhi: prostituta costosa) con cui, si mormora, abbia passato una notte di affettuosità: “C’è qualcuno che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora”. Silvio, dicci qualcosa di nuovo! Questo lo sapevamo già. A “retribuire” la signora in questione è stato un certo sig. Tarantini per convincerla a venire “nel lettone grande” con te.

Poi continua: “Non ho mai pagato una donna. Non ho mai capito che soddisfazione ci sia se non c’è il piacere della conquista”. E chi lo ha mai messo in dubbio? Soprattutto quando c’è chi le paga per te, per darti l’illusione di essere un novello Roccosiffredi.

E il colpo finale: “Non ho nulla di cui dovermi scusare con nessuno. Non c’è nulla nella mia vita privata di cui io mi debba scusare”. E come no! Il paese va a scatafascio, anzi, a puttane (come il suo Primo Ministro!), ma lui è impegnato a incontrare attricette, mignotte (non pagandole dopo la prestazione, sia ben chiaro!), ballerine e ruffianeria varia. Non c’è nulla di strano che un uomo di 73 anni, sposato con 5 figli passi le sue giornate credendosi uno stallone infaticabile, organizzando finti matrimoni con sgallettate seminude che lo chiamano “papi”, mentre lui le “seduce” mostrandogli noiosissimi filmati con Bush, facendole cantare “meno male che silvio c’è!“, regalando a tutte la stessa collana con lepidottero. Lui no, non deve scusarsi di questo!

Peccato non abbia tempo di occuparsi delle famiglie che non arrivano a fine mese, di chi ha un lavoro precario o di chi il lavoro non ce l’ha proprio, dei giovani che non hanno prospettive (se non emigrare), degli stupri e dei crimini che sono spariti sui giornali ma aumentati sulle strade (ma il problema si sa, sono i politici intercettati), di rilanciare le imprese. No, lui è impegnato a farsi adulare da nugoli di troiette, spesso minorenni.

Aveva promesso: “Toglierò le prostitute dalle strade!“. E ce credo…

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Da giorni non faccio altro che chiedermi una cosa: come bucare il muro creato da tutti i telegiornali e far arrivare le notizie a una fetta più ampia di italiani?

L’ottanta percento (80%) si “informa” solo attraverso la TV, per intenderci TG1 e TG5, cosa si può fare per loro? Giornali non ne leggono e men che meno  internet, molti di loro non sapranno nemmeno come si accende un computer. Che fare?

Nelle ultime apparizioni televisive il Presidente del Consiglio mi è apparso alquanto affaticato. Che donnine, feste, giri in elicottero e riunioni per cercare di insabbiare il marasma che lo sta sommergendo da qualche settimane iniziano a farsi sentire?

I lifting lo faranno pure apparire più giovane, ma ha sempre 73 anni, età nella quale le persone si dedicano alle letture, al giardinaggio o alle passeggiate. Che la natura si sia svegliata?

Riflessione sulle europee a qualche giorno dallo scrutino.

La prima cosa che salta agli occhi è che a nessuno fregava niente dell’Europa. La campagna elettorale è stata condotta su temi interni, da parte di candidati che di cosa accade a Bruxelles sanno poco o niente e che la capitale belga la vedranno solo quando dovranno riscuotere il lauto stipendio. Ma in questo siamo in triste compagnia: i nostri vicini hanno fatto lo stesso.

Come scritto da quasi tutti i commentatori, i veri vincitori sono Di Pietro e la Lega. Il livello di astensione ha colpito tutti e non dovrebbe essere sottovalutato.

Gli elettori di centro-destra hanno preferito dare fiducia alla Lega, vista come un partito più attento agli interessi dei cittadini – non entro nel merito delle loro posizioni – rispetto a un Presidente del Consiglio che sembra più impegnato a passare il suo tempo incontrando belle ragazze poco vestite, sposandone anche qualcuna “per finta” nella sua villa sarda.

Nel centro-sinistra la situazione non è delle migliori. La cresicta dell’IdV è, ancora una volta, un chiaro messaggio al PD: chi non ama Berlusconi, non ne può più del decadimento legale e morale del paese, chiede una opposizione ferma e una alternativa credibile. Di Pietro non ha compiuto alcun miracolo: è bastato fare opposizione, concedendosi anche qualche caduta populistica come le candidature di De Magistris e di Maruska Piredda.

La sinistra non ha ancora capito perché è fuori dal Parlamento italiano, prova ne è come si sono presentati alle europee. Poco male, certa gente è meglio stia lontano dai luoghi dove si prendono decisioni. Speriamo decidano di trovarsi un lavoro presto.

No, non mi accingo a parlare del disco degli Smashing Pumpkins, ma di qualcosa di livello più basso. Complice la visione del secondo – pessimo – film di X-Files, mi è tornato alla mente Zeitgeist, un documentario molto famoso tra i complottisti di tutto il mondo.

Le teorie del complotto da sempre hanno successo: sono senza dubbio affascinanti, se raccontate bene riescono a tenere letteralmente incollato l’ascoltatore, stimolandone la fantasia. Sono solo racconti però, come un libro di Lovecraft, di Agatha Christie o una puntata di LOST. E’ buffo come ogni epoca abbia il suo mistero; negli anni ‘70 andava molto il Triangolo delle Bermuda e le sue misteriose sparizioni. Maggiori sospettati: gli alieni! Recentemente hanno maggior presa i temi tratti dai libri del romanziere Dan Brown sui segreti del Vaticano.

Ma veniamo a Zeitgeist. Questo documentario è divisio in parti – il filmato ve lo trovate da soli, mica posso fare tutto io! – vediamo di analizzarlo.

Dopo una lunga e noiosa introduzione, lo spezzone di un monologo del compianto George Carlin, autore satirico recentemente scomparso, inizia la prima parte dedicata alle religione. La presentazione è accattivante, peccato si basi sul nulla. Appunti sparsi: è estremamente forzato accomunare la data di nascita di così tante divinità il 25 Dicembre. Non c’è alcun mistero: i cristiani di Roma celebravano la nascita del Cristo quel giorno per mascherarla con i festeggiamenti della dea Mithra. La parte sugli egizi è risibile. Strano che un popolo devoto alla conservazione dei corpi – D’you remember the mummy?? – credesse nella resurrezione, non vi pare?  Da spanciarsi far risalire l’etimologia di Orizzonte al dio Horus, quando si sa benissimo derivi dalla parola greca Orizon. Per non parlare della negazione dell’esistenza storica di Gesù Cristo, confermata in decine di documenti dell’epoca. Giudizio critico della prima parte: paccottiglia buona per i seguaci del Codice da Vinci. Aggiungo una nota più oscura: tutta questa sezione mi ricorda molto la sensibilità e il credo religioso della Massoneria. Dalla padella alla brace?

Parte seconda, i misteri dell’undici settembre. Tema caldo, tant’è che un esponente di un partito di estrema sinistra italiana ha dedicato questi ultimi anni a produrre e portare in giro un delirante documentario sulle presunte verità nascoste circa quel tragico giorno. Non entro nel merito delle ricostruzioni più che fantasiose, per concentrarmi su due elementi. Grande enfasi viene data al modo in cui le torri sono crollate, ovvero perfettamente in verticale. A parte l’ignoranza di base di chi ha messo in piedi questa panzana, se davvero le torri fossero state demolite con delle cariche esplosive, sarebbero venute giù dal basso, non dall’alto, non vi sembra? Secondo, la presunta non esistenza dell’aereo caduto sul pentagono. Per avvalorare questa teoria i complottisti non si sono fatti scrupolo di usare immagini manipolate ma, quel che è più ridicolo, evitano di menzionare quel centinaio di testimoni oculari che hanno assistito all’impatto. Tutti agenti della CIA? Siamo seri.

Parte terza, il signoraggio. Una decina di anni fa ne parlava anche Beppe Grillo durante i suoi spettacoli, salvo poi lasciar perdere quando si accorse si trattava di una bufala. Non starò qui a spiegare la inconsistenza di questa teoria, su internet ci sono spiegazioni molto dettagliate e vi rimando a queste, ma a riflettere storicamente. Non tanto sul signoraggio, ma su ciò che segue nel documentario, ovvero il presunto complotto per costituire un “Nuovo Ordine Mondiale“. Non è niente di nuovo. Per secoli si discuteva di questo “pericolo“, addossandone la responsabilità agli ebrei! Nell’ottocento si sosteneva che la metropolitana di Londra fosse un piano per far crollare la città e giungere al governo mondiale, si inventarono i “Protocolli dei Savi di Sion”. Lo stesso Adolf Hitler ha fatto largo uso di questi miti durante la stesura del Mein Kampf. Dopo la Seconda Guerra Mondiale e la tragedia della Shoa, non è più possibile accusare gli ebrei di simili nefandezze, così si sono tenute le storie – che senza dubbio sono appassionanti – e si sono cambiati i protagonisti.

Il resto del documentario è una accozzaglia di ricostruzioni storiche più che fantasiose, fino a sconfinare nella fantascenza pura con i chip impiantati sottopelle. Chissà se il creatore di X-Files, Chris Carter, ha mai chiesto i diritti per il plagio. Il finale New-Age, con tanto di citazione di Jimi Hendrix è a dir poco favoloso!

Lunico Zeitgeist degno di essere ascoltato!

L'unico Zeitgeist degno di essere ascoltato!

Berlusconi dichiara il suo no ad accorpare elezioni e referendum, bacchettando Fini. Il motivo è semplice: la Lega avrebbe tolto la fiducia al suo governo. Riflessione. Il Presidente del Consiglio dovrebbe fare gli interessi del paese o del suo governo? E tra questi interessi non ci sarebbe anche il risparmio di tanti milioni di euro, soprattutto in un momento di crisi come questo? Aggiungiamoci la solita miopia italiota. Mettiamo pure che la Lega tolga l’appoggio, il governo cade, passano i referendum, si va a votare. Con il controllo totale dell’informazione, Berlusconi rischierebbe di vincere con una maggioranza ancora più prona e attenta ai suoi voleri. Potrebbe in altri termini, accrescere il suo potere. Ma rischierebbe pure di perdere e il rischio si sa, non piace agli italiani.

Ma la sostanza non cambia: il bene del paese è sopravanzato dal bene del governo. E le due cose non coincidono come potrebbe sembrare.

Sento aria di 2001. Sento la stessa aria di censura e omologazione di otto anni fa. Ai tempi la cosa fu gestita in maniera maldestra, portando alla fine la riabilitazione degli epurati. Stavolta no, l’italiano è stato addomesticato a dovere. Due episodi per chiarire: Vauro Senesi, celebre vignettista, viene sospeso per aver disegnato una vignetta sul terremoto in Abruzzo. Sappiamo bene si tratta di una scusa per mettere in pratica ciò che era in programma da tempo. Martedì sera lo statista Roberto Maroni, ministro dell’Interno, replica stizzito a una innocente battuta di Maurizio Crozza.

L’ebbrezza di potere sta dando alla testa e non c’è nessuno che possa difenderci. Fuggire, non ci resta altro che fuggire!

Enrico Letta, nipote del più potente Gianni, presenterà nei prossimi giorni il suo nuovo libro – edito da Mondadori, quando si dice l’ironia – di riflessioni politiche. Un passo pubblicato sul sito del Corriere mi ha fatto riflettere:

L’elettorato non è bipolare, ma tripo­lare: diviso non tra destra e sinistra ma tra progressisti, moderati e popu­listi. Si tratta di unire progressisti e moderati, in un patto che non potrà includere né la Lega da una parte, né Di Pietro e i comunisti dall’altra. Dob­biamo costruire un nuovo Centro-si­nistra: con la C di Centro maiuscola.

Per prima cosa, contesto la classificazione dell’elettorato. E’ indubbio che esista un’anima riformista e una moderata, ma qui si dimentica la parte “conservatrice” mescolandola con il populismo che attualmente è incarnato dal solo Berlusconi. Ma ciò che preoccupa è il voler ricreare la vecchia Democrazia Cristiana, il partito balena che al suo interno ospitava di tutto. Qualcuno avverta il buon Letta jr che la Prima Repubblica non c’è più. Qualcuno gli faccia notare che non c’è più la cosidetta democrazia bloccata nella quale la DC doveva vincere per forza le elezioni e questo bastava a tenere unito un partito politico così vasto e contraddittorio al suo interno. Qualcuno avverta il PD che se vuole avere speranza di vincere le elezioni deve presentarsi come forza omogenea, avendo il coraggio di tenere fuori non solo i comunisti duri e puri, ma anche quelli che la notte vanno a dormire con il cilicio al posto del pigiama.

Ma se a questi dobbiamo affidare le sorti dei progressisti in Italia, Berlusconi continuerà a stravincere senza alcuna difficoltà.

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